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Intervista con MATERDEA

MATERDEA

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Intervista con MATERDEA



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PP. Chi è MaterDea, la donna?

Marco: Per MaterDea la donna è Diana ed è una dea italica, latina e romana, signora delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti, protettrice delle donne, cui assicura parti non dolorosi, dispensatrice della sovranità e del Mistero.

Abitatrice del Nemus, è la linfa sacra e vitale del Bosco Sacro di Nemi (Roma), Diana è ben descritta nel testo recitato che si trova in coda al brano “Mater Dea” versione acustica, l’ultima traccia del nostro album.

“Io sono la bellezza della verde terra,

la luna bianca fra le stelle,

il mistero delle acque e il desiderio del cuore dell’uomo.

Io sono la Dea, la madre della natura che dona vita all’Universo.

Ogni cosa proviene da me, e a me deve fare ritorno.

Io sono la Dea dell’amore che stende un mantello di stelle sopra la notte.

Io annuncio l’alba e saluto il tramonto.

Io sono la rugiada che scende sui prati fioriti, la linfa che scorre nei boschi,

che anima i venti e le acque, che sposa e feconda la terra.

Io sono colei che sconfigge la morte e spezza le catene della paura,

Io sono l’amore, io sono la vita. Io sono la Luce infinita”.

Ma per MaterDea esiste anche la forza e la passione di Pan, custode di greggi e suonatore di flauto; ed è proprio attraverso le sue melodie boschive che ogni volta si compie l’incanto di MaterDea. Io prendo sempre ispirazione dalle note che provengono da quel flauto.. ad ogni nota corrisponde un’immagine, ad ogni immagine un suono, ad ogni suono una nuova composizione.

PP: Quali sono state le forze trainanti che hanno portato a questo meraviglioso album?

MD: la nostra passione per la musica, la passione di Marco per gli Dei Romani, la nostra interazione che è sempre stata così fluida, intensa ed armonica. Ci è sembrato che ogni canzone avesse un suo proprio intento e si concretizzasse in modo così naturale. Abbiamo cominciato a scoprirle poco per volta rimanendo sempre più entusiasti e sorpresi da ciò che stavamo tirando fuori da noi stessi..

PP. Da dove traete la vostra musica?

Simon: Le nostre ispirazioni sono nate fondendo il background rock di Marco, la sua esperienza ed il suo amore per le atmosfere della musica celtica con la mia naturale attitudine a cantare in modo soffice e sognante. Ogni canzone è stata suggerita dagli ambienti sofisticati delle armonie ed arrangiamenti che Marco ha creato e che mi hanno permesso di lasciare volare libera la fantasia per poi approdare insieme ad una nuova creazione. Spesso insieme ci siamo trovati per decidere per la linea melodica migliore, nello studio di Marco, in una casetta di campagna immersa tra bellissimi alberi, dove è stato registrato tutto l’album.

Le registrazioni sono sempre avvenute subito dopo l’ultimazione delle composizioni, una per volta, ed ognuna ha assorbito anche aspetti della vita quotidiana, delle stagioni con i loro colori e profumi e degli avvenimenti che si sono susseguiti nella nostra vita personale durante tutto questo arco di tempo. Forse per questo riescono a comunicare una particolare emozione all’ascoltatore, perché sono state vissute in maniera assolutamente coinvolgente da noi stessi.

PP. Quanto tempo ci è voluto per portare a compimento questo album?

MD: La registrazione di questo album è avvenuta tra il novembre 2008 e novembre 2009. L’ultimo periodo è stato così intenso che ci rimaneva poco tempo per dormire e stavamo realmente esaurendo le nostre energie! Ma la felicità per il risultato era così grande che siamo riusciti a mantenere quel ritmo e a mixare tutte le tracce in tempo per fare uscire l’album nel giorno del solstizio d’inverno!

PP. Quando vi siete conosciuti voi due?

MD (Marco): La prima volta che ci siamo incontrati è stato nel 1991 durante una registrazione, poi per molti anni non abbiamo più avuto opportunità di lavorare insieme ed ognuno di noi ha seguito la propria carriera musicale. Successivamente nell’estate del 2008 ci siamo riincontrati in uno studio di registrazione ed abbiamo lavorato insieme per alcuni mesi. È stato allora che ho chiesto a Simon di creare insieme a me una colonna sonora celtica per un cortometraggio. Quella composizione è stata intitolata “Mater Dea” e ne eravamo assolutamente entusiasti! Dopo questo evento abbiamo deciso di lavorare ad un intero album. “Below the mists, above the brambles” è nato da quel particolare momento.

PP. C’è un nuovo album in uscita prossimamente?

MD: Oh, certamente! I nostri progetti sono di iniziare a lavorare ad un nuovo album questa estate per farlo uscire l’anno prossimo.

PP. Quale è stata la vostra più grande ispirazione?

MD (Marco): La passione e il potere di Pan, la spiritualità di Diana e la voce di Simon.

Simon: Le bellissime e sognanti atmosfere musicali che Marco mi sottoponeva sempre per creare una nuova melodia ed una nuova storia, e naturalmente il suono possente della sua chitarra!

PP. Tantissime Benedizioni per MaterDea, grazie mille per avere donato ai lettori ed a me una tale gloriosa opportunità di potere in prima persona vedere uno squarcio della vostra vita artistica. È stata veramente una esperienza molto ispirante. Ancora grazie!

MD: Grazie mille a tutti voi! È stato un grande piacere averti conosciuto ed un grande onore per noi potere essere intervistati da Pagan Pages!

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Scarica gratuitamente una traccia dell’album – An elder flute